Laddove già i Romani torchiavano l'uva, famosi monasteri, profonde cantine, antichi magazzini e tantissime storie testimoniano la ricca tradizione enologica tedesca. In Germania vi attendono preziose rarità come il vino più antico, il vigneto di Götz von Berlichingen, la botte più grande del mondo e tante altre chicche sulla cultura vitivinicola!
Monastero "Kloster Marienthal": un'azienda vinicola tra antiche mura
Il convento delle suore agostiniane vicino a Dernau un tempo era il monastero più antico sull' Ahr . Il Kloster Marienthal fu fondato nel 1137, e a quell'epoca la vita non era certo facile per le religiose: nei vecchi annali si parla di processi e conflitti con le comunità vicine, ai quali si aggiungevano le soventi esondazioni dell'Hubach.
La cantina nell'azienda vinicola Vereinigte Hospitien
Qui si può toccare con mano l'eredità dei Romani: le origini della cantina nell'azienda vinicola Vereinigte Hospitien di Trier portano indietro nei secoli fino all'anno 330. Allora, sulle sponde della Mosella sorgevano due grandi magazzini, i cosiddetti "Horrea", le cui mura, alte fino ad 8 metri con inseriti strati di mattoni, si possono ammirare ancora oggi.
L'area vitata interconnessa più estesa del Medio Reno si trova proprio al Bopparder Hamm, l'ansa più grande del fiume. È plausibile che il nome derivi dalla parola latina "hamus", che significa amo o uncino, facendo riferimento alla forma a S della famosa ansa del fiume. Qui la produzione annuale è di circa 600.000 litri di vino, quasi esclusivamente Riesling.
Cantina di vini spumanti Rotkäppchen: la storia in botti di Cuvée
In Germania il cappuccio rosso è un segno distintivo per lo spumante: Rotkäppchen Sekt (spumante Cappuccetto Rosso). Il 26 settembre 1856 i fratelli Moritz e Julius Kloss fondarono insieme all'amico Carl Foerster il Commercio di vini Kloss {UND} Foerster a Freyburg sull’Unstrut. I primi tappi di spumante sono saltati il 17 giugno 1858.
La cantina Staatlicher Hofkeller di Würzburg: un labirinto sotterraneo
Queste cantine hanno dimensioni da record: si estendono per un'area di 4.557 metri al di sotto della Bischöflichen Residenz in Würzburg . L'imponente edificio sovrastante è uno dei palazzi barocchi più straordinari, famoso in particolare per il gabinetto degli specchi e la scalinata autoportante con il soffitto affrescato dal pittore veneziano Giovanni Tiepolo. Nel 1981 è stato dichiarato patrimonio culturale dell'umanità dall' Unesco .
Castell: il principe ha aperto la strada al Silvaner
Il 6 aprile 1659 è una pietra miliare nella storia della località francone Castell: Georg Körner, un funzionario del podere del conte di Castell, fece piantare ai piedi della Schlossberg (collina del castello) delle nuove viti, ma non si trattava di viti qualsiasi, bensì di "25 talee austriache" che un messaggero di Obereisenheim aveva portato a Castell il giorno precedente.
Il castello di Heidelberg: le quattro enormi botti
Sono un'attrazione leggendaria, anche se oggi è possibile ammirare soltanto l'ultimo esemplare, la grande botte nel Heidelberger Schloss . Anche Anton Praetorius, teologo e oppositore alla caccia alle streghe, dopo una visita a Heidelberg ammirò una delle quattro botti costruite tra il 1591 e il 1751. La più antica è la cosiddetta "Johann-Casimir-Fass", una botte dalla capienza di 127.000 litri.
Castello Wackerbarth: la prima azienda vinicola esperienziale
"Noblesse oblige" è da sempre il motto del castello Wackerbarth. Tutto ebbe inizio con il fondatore, feldmaresciallo generale e conte dell'impero Christoph August von Wackerbarth, ma è ancora attuale nell'odierna azienda vinicola esperienziale, la prima in Europa. L'azienda è molto conosciuta anche oltre i confini della Sachsens oltre che per i suoi vini, anche per gli eccellenti spumanti.
Centro visitatori Kupfenberg a Magonza: il piacere delle bollicine
A Mainz , il piacere frizzante dello spumante vanta una lunga tradizione. La cantina di vini spumanti sul Kästrich di Magonza possiede 60 cantine sotterranee che arrivano alla profondità di sette piani: sono le cantine stratificate più profonde del mondo. Durante i lavori per la realizzazione della cantina Kupferberg sono stati portati alla luce reperti archeologici risalenti a 2.000 anni fa.
Deidesheim, città del vino: la cultura tedesca del vino di qualità
Il primo vino di qualità (Qualitätswein) del Pfalz fu prodotto in questa località ed ha influenzato considerevolmente la politica enologica tedesca e mondiale. È difficile individuare un'altra città che, come Deidesheim, con una tradizione viticola di 2.000 anni, possa definirsi a pieno titolo "custode della cultura vitivinicola".
Giardino delle rocce vulcaniche Winklerberg: la nota vulcanica
A Ihringen le viti hanno trovato il suolo ideale in ciò che resta di un vulcano spentosi 15 milioni di anni fa nella zona del Kaiserstuhl. In questo centro la viticoltura è praticata almeno dal 962. Forse vi si erano già dedicati i Romani, ma dopotutto il Kaiserstuhl è il territorio di produzione più soleggiato e caldo della Germania.
Dove oggi maturano straordinarie uve Rielsling, in passato si estraevano minerali di rame: l'attuale vigna Schlossböckelheimer Kupfergrube si estende sull'area dove, fino al 1901, c'era proprio una miniera di rame. In quell'anno lo stato prussiano fondò il bene demaniale vitivinicolo Niederhausen e acquistò il terreno del podere Hermannsberg an der Nahe. Dopo soltanto due anni fu possibile piantare le prime viti di Riesling.
Hoflößnitz: "Sachsenkeule" e feste della vendemmia
Questa è la vera culla della viticoltura sassone: il podere Hoflößnitz era il luogo in cui principi elettori sassoni festeggiavano la vendemmia, e proprio qui è stata creata la famosa "Sachsenkeule", un'elegante bottiglia che ricorda la forma di una clava, tipica della regione. Inoltre, la tradizione vinicola del luogo vanta 600 anni di storia.
Non esiste versante più scosceso lungo la Mosel : con una pendenza che raggiunge i 60 gradi, il Calmont è il vigneto più ripido d'Europa. Il rilievo alto 290 metri formatosi 400 milioni di anni fa, nel periodo Devoniano, tra le località di Bremm ed Ediger-Eller, lungo la Mosella, è composto da suoli alterati di scisto, quarzite e grovacca.
Illustrazioni scolpite su pietra: pagine d'album dedicate al vino
Durante il Rococò, fogli d'album scritti o dipinti dedicati al vino o alla caccia erano di gran moda. Fuori dalle mura di Naumburg, nella valle fiorita vicino al quartiere Großjena, si può ammirare l'album più particolare mai realizzato: dodici bassorilievi a grandezza naturale scolpiti in un muro di arenaria policroma lungo meno di 200 metri.
È la più antica rappresentazione moderna di una "Bocksbeutel": proprio nel centro del bassorilievo sulle mura esterne dell'azienda vinicola Juliusspital si vede, tra i piedi dei visitatori, una bottiglia dalla forma particolare. Forse era il contenitore di un rimedio medicinale, o magari una "Bocksbeutel", comunque il bassorilievo è considerato la testimonianza più antica dell'esistenza di una bottiglia dalla forma sferica schiacciata, simile alla "Bocksbeutel".
Kessler a Esslingen: la più antica cantina per la produzione di vini spumanti
Con la marca di champagne Veuve Cliquot come padrino, il 1 luglio 1826 Georg Christian von Kessler fondò a Esslingen am Neckar la prima cantina per la produzione di vini spumanti in Germania. L'imprenditore, che aveva imparato il mestiere nella regione dello Champagne, già nel primo decennio di attività vendette circa mezzo milione di bottiglie.
Le casette tra i vigneti sono il simbolo della Weinbauregion Saale-Unstrut . In nessun'altra regione tedesca si trova una densità così alta di case, casette e talvolta vere e proprie ville. Si valuta che in tutto il territorio ci siano diverse centinaia di casette tra i vigneti, alcune delle quali sono autentici gioielli della propria epoca.
Worms è una città vinicola fin da quando i Romani arrivarono sul Reno. Nel medioevo, il Canto dei Nibelunghi elogiava gli ottimi vini serviti alla corte reale dei Burgundi a Worms. Nei secoli seguenti, la predilezione per questi nettari si trasmise a tutti i reggenti temporali e spirituali che risiedevano a Worms e anche oltre i confini. I vini ottenuti dai vitigni del Liebfrauenstift-Kirchenstück sono particolarmente conosciuti.
La culla delle cantine sociali si trova a Mayschoß sull' Ahr . Il 20 dicembre 1869 qui 18 viticoltori fondarono la prima cantina sociale della storia della viticoltura. Questo consorzio oggi conta 320 soci, che coltivano 121 ettari di vigneti, il 60% dei quali si trovano nella Rotwein-Land Ahr famosa per i vini rossi e coltivata con Spätburgunder (Pinot nero); il 20% è riservato al Riesling.
Meridiane dei vigneti: scandire lo scorrere di ore liete
Sono strumenti per misurare il passare del tempo durante la giornata e sono usate da sempre dall'uomo: fino all'inizio del XIX secolo le meridiane erano sinonimo di orologio, poiché non c'era nient'altro. Il principio del loro funzionamento è molto semplice: si ancora una barra parallela all'asse terrestre, la cui ombra indica su una superficie montata nel vigneto a che punto del suo percorso è il sole, e quindi le ore o i minuti.
Monastero di Eberbach: il vino dei monaci cistercensi
Del Kloster Eberbach vicino a Eltville nel Rheingau , simbolo di una cultura enologica secolare, non restano ormai che le rovine. Il monastero di Eberbach si sviluppò velocemente diventando uno dei più grandi e importanti della Germania - grazie al nettare d'uva. I vitigni della qualità Pinot Noir (Spätburgunder in Germania) portati dalla Borgogna diventarono il primo prodotto della viticoltura del Rheingau esportato con grande successo.
Nessun altro luogo si è impegnato per ricordare la storia della vitivinicoltura quanto il Kloster Lorsch sulla " hessischen Bergstraße ". Spostandosi a sud verso il Baden , a est verso la Franken e a ovest nell' Rheinhessen , sono innumerevoli le località che possono ricostruire la loro storia nella viticoltura fino al primo medioevo grazie al Kloster Lorsch , oggi UNESCO-Weltkulturerbe .
Museo a cielo aperto Bad Sobernheim: la viticoltura dal vero
La viticoltura dal medioevo a oggi - non esiste un'altra presentazione altrettanto esaustiva come quella del museo a cielo aperto di Bad Sobernheim an der Nahe . Il museo fondato nel 1973 nell'idilliaca valle Nachtigallental su una superficie di 35 ettari attrae circa 60.000 visitatori l'anno ed è il più grande del suo genere nella Rheinland-Pfalz . Visitando gli edifici dove i viticoltori vivevano e lavoravano e un vigneto di proprietà del museo è facile calarsi nella quotidianità di tempi lontani.
Museo della viticoltura: il "torchio dello Spirito Santo"
Questo museo allestito nel 1961 nei locali dell'antico ospizio dello Spirito Santo prende il nome dal suo reperto più importante: il torchio per il vino "Heilig Geist Torkel", torchio dello Spirito Santo. I primi documenti che attestano la presenza della viticoltura a Meersburg risalgono al 1324; oggi la superficie vitata si estende su circa 120 ettari e produce un milione di litri di vino. La coltivazione delle viti in questo territorio a 500 metri di quota è resa possibile dal mite clima lacustre.
La "Glöck" ('campana') è tra le vigne famose del Roter Hang e, come è testimoniato da un documento di una mescita risalente all'anno 742, è l'appezzamento vinicolo più antico della Germania. Non c'è dubbio che il nome derivi dalla chiesa e dalle sue campane, ma non è ben chiaro se sia dovuto allo scampanio, oppure al fatto che il campanaro venisse pagato con il vino di quel vigneto.
L'antica gru per il carico del vino, un vero monumento alla cultura enologica, è l'emblema del centro vinicolo e culturale Oestrich-Winkel. Sulla riva del Reno sorge un edificio a graticcio rivestito di assi scure che testimonia l'antica tecnica di carico e scarico delle navi. Per 350 anni Oestrich è stato il luogo dove l'apposita gru caricava le botti di vino del Rheingau che partivano per tutto il mondo.
Pfedelbach: botte per principi e cantina dei sovrani
In questo contesto paesaggistico, i torchi per il vino indicano la strada: tra Öhringen e Pfedelbach un tempo ce n'erano otto. Si chiamano Pfaffenkelter (torchio del prete), Meisenkelter (torchio della cinciallegra) e Wacholderkelter (torchio del ginepro); la maggior parte sono scomparsi, ma le loro pietre indicano ancora i luoghi dove sorgevano e a loro è dedicato anche il Percorso dei torchi per l'uva.
Podere Burg Hornberg: la seconda azienda vinicola più antica
Un tempo, il leggendario Götz von Berlichingen si dedicava alla viticoltura proprio qui: il cavaliere francone con il braccio di ferro visse per 45 anni nella rocca di Hornberg, presso Neckarzimmern. Divenuto famoso per le sue battaglie durante la guerra dei contadini in Svevia, quando il cavaliere si ritirava nella sua fortezza si dedicava con grande successo alla cura del suo vigneto, tanto che vendeva il suo "Neckarwein - Schleckerwein" anche alla corte imperiale a Vienna.
Nel Lago di Costanza, sull'isola Reichenau, oggi meglio nota come "isola della verdura", si estende il territorio vitivinicolo più meridionale della Germania. Per secoli la coltivazione delle uve da vino ha costituito la base economica dei contadini. Le prime viti furono piantate dall'abate Hatto I del monastero di Reichenau nell'818. L'acqua del Lago di Costanza immagazzina il calore che rilascia, con grande beneficio dei vigneti, soprattutto in autunno e inverno.
Rhodt/Rietburg: la vigna più antica ancora coltivata
Queste viti sono vere veterane: nonostante gli oltre 400 anni sul groppone, il "Rhodter Rosengarten" continua a produrre il suo nettare. Secondo la tradizione orale, la vigna nel borgo vinicolo Rhodt unter Rietburg sarebbe esistita già prima della guerra dei 30 anni, svoltasi tra il 1618 e il 1648.
Rovine del monastero Disibodenberg: le viti più antiche
Resa famosa da Hildegard von Bingen , la collina Disibodenberg a Odernheim sul Nahe ha anche una tradizione vitivinicola antichissima: vanta le viti più antiche della Germania. Sul versante sud della collina si rilevano tracce di viti romane e, dall'XI secolo, il vigneto del monastero è stato coltivato ininterrottamente
Era questa la meta del leggendario cavaliere a cui si deve la nascita della vendemmia tardiva: Schloss Johannisberg presso Geisenheim nel Rheingau . Qui si produce vino dall'anno 817, e da circa 3 secoli il predominio è del Riesling, pertanto l'azienda vinicola è un immenso monumento alla diffusione del Riesling. Il vigneto si trova proprio sul 50° parallelo: una stele tra i filari indica il punto in cui passa.
Il torchio romano per uva a Piesport: dove si pigiava l'uva
Qui, un tempo, i Romani pigiavano il vino della Mosella con i piedi: a Piesport sulla Mosel , nel 1985, durante i lavori di ripristino del terreno, è stato rinvenuto il più grande torchio romano per uva a nord delle Alpi. La struttura che misura 44 metri di lunghezza e 20 metri di larghezza, risalente al IV secolo d.C., è stata rinvenuta ai piedi della famosa vigna molto scoscesa "Piesporter Goldtröpfchen".
Traben-Trarbach, città del liberty tedesco e del commercio enologico
Traben-Trabach, la città in stile liberty tedesco lungo la Mosella centrale, è un autentico monumento all'importanza del commercio del vino sulla Mosel . Intorno al 1900, per il commercio del vino questa piccola cittadina nella valle della Mosella era seconda al mondo in importanza solo a Bordeaux, in Francia. Per riuscire ad avere spazio sufficiente per stoccare il vino ha scavato cantine sotterranee sotto gran parte del nucleo cittadino.
Tra i vigneti che circondano la città di cura Bad-Dürkheim, un tetto rosso cela un autentico tesoro: un torchio da vino di epoca romana risalente a quasi 2.000 anni fa. Si tratta dell'unico esemplare del suo tipo tra il Palatinato meridionale e la Mosel . Il suo ritrovamento durante i lavori di scavo per la risistemazione dei vigneti nel 1981 suscitò grande scalpore.
Vino e pietra: dove il nettare d'uva fa coppia con l'arte
Il vino e l'uva qui creano un connubio unico: lungo il percorso esperienziale "Vino e Pietra" a Heppenheim sulla "Bergstraße", la storia della cultura del vino viene spiegata attraverso le opere d'arte. Ci sono ben 70 stazioni lungo l'itinerario circolare di 6,9 km, tutte dedicate al tema della viticoltura; probabilmente è il percorso più informativo del suo genere in Europa! Si potrebbero trascorrere qui intere giornate, e avere comunque sempre qualcosa di nuovo da imparare.
È il vino d'uva più antico conservato al mondo, e si trova ancora allo stato liquido. Il Museo storico del Pfalz a Spira custodisce uno dei tesori della cultura enologica più straordinari di tutta la Germania: un vino prodotto indicativamente dell'anno 325 d.C., conservato in una bottiglia di vetro cilindrica di colore giallo-verde, alla quale sono applicati due manici a forma di delfino.
Una è la fondazione benefica tedesca più antica, proprietaria di un podere vitivinicolo, l'altro è uno dei vigneti più antichi della Germania che porta il nome specifico del sito. Il vino di Stein è stato lavorato per secoli nel Bürgerspital zum Heiligen Geist, e ancora oggi le due realtà sono in stretta simbiosi, tanto che nella cantina del Bürgerspital è conservato uno dei vini più antichi ancora allo stato fluido in Germania: una bottiglia di "Steinwein" dell'annata 1540.
Centro per il commercio del vino di Bachrach: dove Bacco è di casa
La città rende onore a Bacco già nel nome: secondo la leggenda, Bacharach deriva dalla parola celtica "Baccaracum" - che significa la cascina di Baccaro - o dal termine latino "Bacchi ara", ovvero "altare di Bacco" La storia del commercio del vino ha lasciato la sua impronta ben visibile ancora oggi nelle facciate delle case a graticcio intorno alla storica piazza del mercato, che narrano di quei tempi.